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30 novembre

Killer

Mi hanno insegnato a lavorare in maniera metodica, fin da quando ho aperto i miei occhi sul mondo. Ho imparato a svolgere delle azioni sequenziali distinte, definite, senza possibilità di errore o di minima sbavatura. Inquadratura, messa a fuoco, calcolo dell' esposizione, scatto. Quattro semplici operazioni sequenziali, che  racchiudono l' essenza di un arte. Mi hanno insegnato a osservare il mondo, a notarne i minimi particolari, le zone di luce, quelle d' ombra, le figure statiche e quelle dinamiche. Ho imparato a distinguere il bianco dal nero in ogni tonalità di grigio, riesco a leggere ogni sfumatura cromatica in toni di grigio. Sono stato convocato
per immortalare i momenti più importanti nella storia, sapevo trasmettere emozioni attraverso un' immagine come nessun altro al mondo. Inquadratura, messa a fuoco, calcolo dell' esposizione, scatto. La mia vita era ridotta a queste quattro operazioni fondamentali, perchè quando si è fotografi lo si è anche nella vita. Inizi a osservare la realtà da un occhio diverso, spostando i piani di fuoco per dare più o meno importanza alle cose. Tutte le persone che hanno osservato le mie immagini almeno una volta, sono state prodighe di complimenti, nelle numerose mostre che ho allestito c' era un silenzio assordante: ogni persona si immedesimava nello
scatto che stava osservando con tutta se stessa, talvota fino al perdersi al suo interno. "Riesci a narrare un' intera esistenza in una sola immagine", "complimenti, non ho mai visto foto come queste", "hai una tecnica splendida"; questi erano i commenti che di solito mi lasciavano le persone, queste parole ormai fluivano sul mio corpo senza intoppi, non riuscivano più a suscitarmi nessun sentimento. Gratitudine, simpatia e cortesia si erano tramutati in noia, ogni persona con la quale mi relazionavo diventava improvvisamente muta: osservavo il moversi sinuoso delle sue labbra, abbinato ai movimenti lenti o frenetici dello sguardo. Non avevo più bisogno di ascoltare nessun suono, per me il mondo divenne una serie di immagini in successione. Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare? Si vostro onore, ma li voglio più grandi. Due colpi di pistola esaudirono il mio sogno, uno per orecchio. Precludendomi il mondo dei suoni, la mia vista sarebbe stata ancora più acuta. Non ci volle molto per ottenere i risultati sperati, le mie immagini divennero sempre più piene di vita, talvota più vive della realtà che avevo per soggetto. Si sa, nel mondo moderno prima o poi tutti gli uomini di grande abilità devono fare i conti con i potenti. L' incontro avvenne in un pomeriggio di autunno, al tramonto su un lago di foglie ingiallite, era il primo pomeriggio di un qualsiasi giorno di ottobre, e stavo ricevendo il mio primo incarico da assassino. Sono convinti che
il mio modo di lavorare e di vedere le cose sia sprecato per delle semplici fotografie, essendo sordo non avrei avuto distrazioni uditive e avrei focalizzato tutta la mia attenzione sul bersaglio. Avevo in me il dono del cecchino e avevo perso troppo tempo in futili interessi.
Il mio jackpot non aveva un nome, ne una famiglia o un lavoro, almeno non lo aveva ai miei occhi. Era un punto in movimento frenetico su una superfice piana, immerso in una serie infinita di altri punti in spostamento indipendente. Inquadratura. La zona d'azione è vasta, la sala grande della borsa è un ambiente che offre infinite possibilità di nascondersi, devo ricercare dei percorsi obbligati nei quali potrebbe muoversi. Messa a fuoco. Ecco il mio bersaglio, è più statico di quando pensassi, sembra quasi un centro gravitazionale per i punti circostanti in movimento. Calcolo dell' esposizione. I suoi spostamenti lenti mi permettono di avere più
tempo per inquadrarlo, devo essere rapido ma non troppo, o rischio di anticipare le sue mosse, la luce è ottima è impossibile fare calcoli errati. Scatto.

Commenti (1)

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Alessandra Di Nucciha scritto:
Mmm...E così la fotografia si trasformò in un'arma...
 
..Accattivante,devo ammettere di non aver mai guardato la fotografia sotto questo punto di vista,ma penso che per te sia naturale.
 
D'altronde con la foto blocchiamo per sempre attimi di vita,con la pistola non facciamo lo stesso?
30 Nov.

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